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Meru National Park

Il Meru National Park è uno dei parchi del Kenya poco frequentato, nonostante sia splendido ed il più incontaminato. I safari al Meru sono ancora un’esperienza esclusiva e difficilmente vedrai molti altri veicoli mentre visiti il parco.

Sono presenti tutti i Big Five. Elefante e bufali sono molto facili da avvistare. Inoltre, è inclusa un’area più protetta per la salvaguardia del rinoceronte sia bianco che nero.

Il parco è incredibilmente scenico, con alte palme che crescono lungo i numerosi corsi d’acqua che attraversano Meru.

Periodo migliore per andare

Il periodo migliore per visitare Meru National Park è durante la stagione secca, da giugno a ottobre. L’erba non cresce molto, il che rende la fauna selvatica più facile da individuare e le condizioni climatiche sono generalmente migliori per girovagare nell’incantevole paesaggio del parco. Durante il periodo della pioggia l’erba alta rende difficile l’avvistamento degli animali e gli enormi elefanti si dirigono verso un terreno più asciutto.

Il Parco Nazionale Meru riceve la maggior parte della pioggia nei suoi distretti più a nord-ovest, che si trovano ad un’altitudine di circa 1000 m, e il parco diventa progressivamente più secco mentre ti dirigi a sud-est verso il fiume Tana, dove l’altitudine media è di circa 300 m e le temperature sono, di conseguenza, più alte.

Il Meru National Park regala ai visitatori un paesaggio particolarmente suggestivo. Le dozzine di corsi d’acqua che attraversano il parco scendono dalle colline di Nyambeni nel nord-ovest e si riversano nel Tana, che costituisce il confine meridionale del parco. A causa della vasta rete di corsi d’acqua che scorre verso sud-est, gran parte del parco sembra un mosaico di lunghe “isole” tra i corsi d’acqua, con le strade del parco che si snodano avanti e indietro sui punti di attraversamento. Il tutto abbellito da palme e baobab che si innalzano al cielo rendendo il panorama ancora più seducente.

È vero che gli animali non sono sempre così visibili al Meru per via dell’erba alta e della foresta fluviale che caratterizza una parte del parco, ma ci sono avvistamenti sempre più frequenti di tutti i Big Five e le enormi mandrie di bufali ed elefanti sono viste regolarmente.

Approfondimento: Come arrivare al Meru National Park

 

Breve Storia del Parco

Il Meru National Park, è tornato allo stato brado, è il parco più incontaminato del Kenya e sempre più tour operator lo inseriscono negli itinerari dei safari.

Fu fondato nel 1966 da Peter Jenkins e divenne subito una destinazione popolare per i safari. Ma purtroppo cadde in abbandono negli anni ’80 e ’90, e divenne una zona molto pericolosa a causa forte del bracconaggio.

Ma grazie all’intervento del KWS venne completamente restaurato, con strade di terra, nuovi ranger e un santuario del rinoceronte a prova di bracconiere vicino al cancello principale, che ospita rinoceronti bianchi e neri.

Meru è anche dove gli appassionati amanti degli animali George e Joy Adamson hanno rilasciato nella natura selvaggia la loro leonessa più famosa, Elsa, alla fine degli anni ’50. La loro storia che è diventata sia un libro che un film di successo, Born Free.

 

Safari nel Meru National Park

Nonostante il suo rilancio, Meru è ancora uno dei parchi meno visitati del Kenya. Quest’area incontaminata di 870 km ² costituita dal bush, bosco di acacia e verdeggianti, alte praterie punteggiate da palme è una grande meta per coloro che amano la vera avventura nel wild.

Gli avvistamenti dei Big Five sempre più frequenti di tutti, oltre a ghepardi e numerose altre specie di animali selvatici.

Le numerose piste di Meru sono tutte sterrate, in ghiaia, e nella maggior parte degli incroci ci sono i cartelli con le indicazioni per rendere più facile la visita.

Assicurati di visitare il punto panoramico e il lungomare di Rojewero, un luogo incantevole per sgranchirti le gambe e ammirare la fitta foresta fluviale. Include anche buone opportunità di avvistamento di ippopotami, coccodrilli e pesci-aquila nella zona.

Oltre ai game drive mattutini e serali, se ti fermi nel Meru National Park per più giorni, raggiungi la parte sud del parco. E’ qui che si trova la tomba di Elsa, la famosa leonessa.

Approfondimento: Wildlife nel Meru National Park

 

Punti di riferimento nel Meru National Park

Sebbene la maggior parte di Meru sia pianeggiante, le parti più secche del sud e dell’est del parco sono disseminate di creste rocciose e kopjes, di cui Mughwango Hill, occupata dal Kopje di Elsa, è l’esempio più iconico. Le paludi nella parte settentrionale del parco sono anche una caratteristica importante: le più importanti sono Mulika, Mururi e Bwatherongi.

La palude Mururi e parte della palude Bwatherongi si trovano all’interno del santuario del rinoceronte.

L’altro punto di riferimento principale nel parco è Adamson’s Falls, una serie di rapide veloci in cui l’ampio fiume Tana scorre attraverso un distretto di roccia dura. Scendere qui richiede un paio d’ore, quindi la zona è più comunemente visitata come gita di un giorno intero.

Il fiume Rojewero

Il fiume Rojewero, è il più grande dei dodici corsi d’acqua principali del parco. Le sue rive sono densamente ricoperte di vegetazione e si riempiono di uccelli e scimmie, mentre le sue acque sono piene di ippopotami e tartarughe d’acqua dolce.

Mandrie grandi e ben visibili di elefanti, bufali e giraffe reticolate sono comuni, così come lo sono, nelle aree più aperte, gerenuk, zebra e struzzo di Grevy.

Santuario del rinoceronte

Il rinomato santuario del rinoceronte di Meru è stato ampliato ed è ora protetto da una recinzione e da numerosi ranger. Trovare il rinoceronte in un’area così ampia richiede occhi acuti e una certa fortuna, ma sono monitorati 24 ore su 24 da ranger armati KWS e lo staff del cancello dovrebbe essere in grado di indicare la giusta direzione.

 

Ciao, sono Francesca, ma tutti mi chiamano semplicemente Francy.  Nel mio cuore c’è l’Africa, la natura e il wildlife. Avevo un lavoro sicuro che amavo molto, ma le circostanze e le emozioni mi hanno portato a chiudere quel capitolo della mia vita, per aprirne uno migliore. Ed ora, uno ad uno, sto realizzando tutti i miei sogni. Sono partita per il Sud Africa ed ho conseguito la certificazione FGASA Level 1, diventando così una Safari Guide. Ora giro per il mondo senza vincoli e limiti, mossa solo dall’ardente desiderio di vivere le mie più profonde emozioni in totale libertà. 

Francy